Approvati i risultati 2014 consolidati del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti ed individuali della Capogruppo

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Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., nella seduta di mercoledì 11 febbraio, ha approvato i dati economici e patrimoniali, consolidati e individuali, al 31 dicembre 2014.

Risultati consolidati del Gruppo Cassa Di Risparmio di Asti Al 31/12/2014

Raccolta diretta: 9.944 milioni di euro (+8,05% su 31/12/2013)

Raccolta indiretta: 5.832 milioni di euro (+2,59% su 31/12/2013)

Raccolta globale: 15.826 milioni di euro (+5,97% su 31/12/2013)

Crediti netti a clientela: 7.133 milioni di euro (+2,60% su 31/12/2013)

Utile netto:

• comprensivo dell’accantonamento al Fondo Solidarietà e dell’addizionale 2014 sulla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia: 64,9 milioni di euro (-67,1% a/a; +92,2% depurando il 2013 dall’impatto della nuova valutazione delle quote Banca d’Italia)

• senza l’impatto della predetta addizionale: 96,2 milioni di euro

ROE: 8,09% (senza impatto della tassazione addizionale sulla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia: 11,99%)

Cost income: 42,85% – senza impatto Fondo Solidarietà: 37,71% (55,70% al 31/12/2013, al netto della nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia)

Indicatori di patrimonializzazione:

CET 1 Ratio: 10,70% (Core Tier 1 Ratio al 31/12/2013: 8,41%)

Total Capital Ratio: 13,51% (8,41% al 31/12/2013)

Indice di leva finanziaria: 18,00 (17,14 al 31/12/2013)

Coverage ratio sofferenze: 60,17% (59,98% al 31/12/2013)

Coverage ratio totale crediti deteriorati: 49,06% (42,53% al 31/12/2013)

L’utile netto realizzato dal Gruppo Cassa di Risparmio di Asti nel corso del 2014 ammonta a 64,9 milioni di euro e risulta inferiore al corrispondente dato del 2013, pari a 197,2 milioni di euro (positivamente influenzato per 163,4 milioni di euro dalla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia). Il risultato 2014 include sia l’effetto della tassazione addizionale (incrementata dal 12% al 26% dal D.L. 66/2014) sulla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia sia l’impatto (26,9 milioni di euro) dell’accesso al “Fondo di Solidarietà per sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione del personale del credito”.

Senza considerare la predetta addizionale – evento di carattere straordinario che ha implicato un effetto negativo netto pari a 31,3 milioni di euro – l’utile netto 2014 di Gruppo si attesterebbe a circa 96,2 milioni di euro. Il corrispondente dato 2013, al netto dell’effetto della nuova valutazione delle quote Banca d’Italia, ammonterebbe invece a 33,8 milioni di euro. Dal confronto dei due valori si riscontra quindi un incremento a/a pari a circa il 185%.

Le attività finanziarie gestite per conto della clientela ammontano a 15,8 miliardi di euro (+5,97% su 31/12/2013); la raccolta diretta è pari a 10 miliardi di euro (+8,05% su 31/12/2013) e costituisce, all’interno dell’aggregato complessivo, la componente più significativa.

Al netto della componente riferita a controparti istituzionali, la raccolta diretta registra una crescita del 13,6% rispetto al 31 dicembre 2013.

I crediti netti verso clientela si attestano, al lordo delle operazioni di cartolarizzazione realizzate dalla Capogruppo, a 7,1 miliardi di euro (+2,60% su 31/12/2013).

Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti ammonta a 202,2 milioni di euro, risultato raggiunto anche grazie all’apporto derivante dal rendimento dei titoli obbligazionari in portafoglio, malgrado i tassi di mercato rimangano su livelli straordinariamente compressi.

Il permanere della difficile congiuntura economica, con le relative ricadute sulle condizioni finanziarie di famiglie e imprese, ha implicato la necessità di effettuare rigorosi e adeguati accantonamenti, comportando rettifiche nette su crediti per 158,4 milioni di euro che, unitamente a circa 1,6 milioni di euro di perdite da cessione di crediti, determinano un costo del credito pari al 2,24% degli impieghi netti verso la clientela.

A seguito di tali accantonamenti, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 49,06% (in significativo aumento rispetto al 42,53% di fine anno precedente), dato ampiamente superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative.

In particolare, i crediti in sofferenza, che al netto degli accantonamenti incidono sul totale dei crediti per il 4,67% (in linea con la media del sistema), presentano un livello di copertura del 60,17%, in miglioramento rispetto al 59,98% registrato al 31 dicembre 2013.

Il margine di intermediazione netto è pari a 362,6 milioni di euro e include:

• le commissioni nette, che ammontano a 95,4 milioni di euro;

• il risultato netto delle attività e passività finanziarie, che comprende sia il risultato dell’operatività in strumenti finanziari sia la valutazione delle passività finanziarie rilevate al fair value, positivo per 195,8 milioni di euro.

I dividendi su partecipazioni percepiti dal Gruppo ammontano a 12 milioni di euro e sono in prevalenza originati dalla partecipazione detenuta nella Banca d’Italia.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte è pari a 135,4 milioni di euro, mentre l’ammontare delle imposte è pari a 70,5 mln di euro, di cui 31,3 mln di euro riconducibili alla già richiamata tassazione addizionale sulla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia. Di conseguenza il tax rate complessivo è pari al 52,1%.

I costi operativi ammontano a 223,9 milioni di euro: di questi il costo del personale è pari a 150,2 milioni di euro. Al netto dell’onere per l’accantonamento al Fondo Solidarietà – pari a circa 26,9 milioni di euro e da inquadrare in una più ampia manovra di efficientamento organizzativo di Gruppo, i cui consistenti benefici economici ricorrenti hanno cominciato a manifestarsi dal secondo semestre – il costo del personale risulterebbe pari a 123,3 milioni di euro (+1,46% a/a).

La componente riferibile alle altre spese amministrative, pari a 61,9 milioni di euro, ha registrato un incremento a/a (+3,74%).

Il cost/income, che corrisponde al rapporto tra costi operativi e margine lordo di intermediazione ed è pertanto un significativo indicatore dell’efficienza operativa del Gruppo, 2014 è pari al 42,85%. Al netto dell’accantonamento al Fondo Solidarietà sarebbe pari al 37,71%, valore che conferma l’elevata efficienza industriale del Gruppo.

Il Patrimonio di Vigilanza del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, determinato sulla base dell’utile netto 2014, si è attestato al 31 dicembre 2014 a 897,7 milioni di euro e, conseguentemente, il CET 1 Ratio, indicatore di solidità e solvibilità basato sul patrimonio di qualità primaria, risulta pari al 10,70%. A fine anno precedente l’indicatore corrispondente, il Core Tier 1 Ratio, si attestava all’8,41%. Il Total Capital Ratio al 31 dicembre 2014 risulta pari al 13,51% a fronte di un valore al 31 dicembre 2013 pari all’8,41%.

L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto tangibile (denominatore) è pari a livello di Gruppo a 18,0, in lieve incremento rispetto al livello registrato al 31 dicembre 2013, che ammontava a 17,14.

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO BANCA C.R.ASTI S.P.A. AL 31/12/2014

Raccolta diretta: 7.134 milioni di Euro (9,31% su 31/12/2013)

Raccolta indiretta: 3.011  milioni di Euro (+7,79% su 31/12/2013)

Raccolta globale: 10.145 milioni di Euro (+8,86% su 31/12/2013)

Crediti netti a clientela: 5.294 milioni di Euro (+5,57% su 31/12/2013)

Utile netto:

• comprensivo dell’accantonamento al Fondo Solidarietà e dell’addizionale 2014 sulla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia: 39,2 milioni di euro (-43,8% a/a; +9,94% depurando il 2013 dall’impatto della nuova valutazione delle quote Banca d’Italia)

• senza l’impatto della predetta addizionale: 48,1 milioni di euro

ROE: 6,38% (senza impatto tassazione addizionale sulla valutazione delle quote Banca d’Italia: 7,83%)

Cost income: 39,67% – senza impatto Fondo Solidarietà: 37,05% (46,55% al 31/12/2013, al netto della nuova valutazione delle quote Banca d’Italia)

Indicatori di patrimonializzazione:

CET 1 Ratio: 13,88%

Total Capital Ratio: 17,84%

Indice di leva finanziaria: 15,35 (14,99 al 31/12/2013)

Coverage ratio sofferenze: 59,69% (59,96% al 31/12/2013)

Coverage ratio totale crediti deteriorati: 49,35% (42,26% al 31/12/2013)

L’esercizio 2014 si è concluso in modo positivo per la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., che ha conseguito un utile netto pari a 39,2 milioni di euro, in diminuzione di 30,6 milioni (-43,8%) rispetto al risultato 2013, pari 69,8 milioni di euro (positivamente influenzato per 34,1 milioni di euro dalla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia).

Al netto della componente riconducibile alla tassazione addizionale sulla valutazione delle quote Banca d’Italia (pari a 8,9 milioni di euro), l’utile netto 2014 ammonterebbe a 48,1 milioni di euro. Il corrispondente dato 2013, al netto del beneficio derivante da tale valutazione, ammonterebbe invece a 35,7 milioni di euro. Il confronto tra i due dati evidenzia pertanto un incremento a/a pari al 34,9%.

Le attività finanziarie gestite per conto della clientela ammontano a 10,1 miliardi di euro (+8,86% su 31/12/2013); la raccolta diretta, tradizionalmente oggetto di particolare attenzione da parte della Banca, si attesta a 7,1 miliardi di euro (+9,31% su 31/12/2013) e costituisce, all’interno dell’aggregato complessivo, la componente più significativa. Al netto della quota riferita a controparti istituzionali, la raccolta diretta registra una crescita del 18,3% rispetto al 31 dicembre 2013.

Anche la raccolta indiretta, che raggiunto i 3 miliardi di euro ha registrato un consistente incremento a/a (+7,79%).

I crediti netti verso clientela ammontano a 5,3 miliardi di euro, in sensibile incremento rispetto a fine anno precedente (+5,57%). La sostanziale stabilità degli impieghi economici lordi a clientela ( 0,03% a/a) conferma la volontà della Banca di assicurare alle famiglie ed agli operatori economici un adeguato sostegno finanziario.

Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti, sostenuto anche dall’apporto derivante dal rendimento dei titoli obbligazionari in portafoglio, è pari a 144,9 milioni di euro rimanendo sostanzialmente stabile (+0,28%) rispetto al dato riferito al 2013, malgrado i tassi di mercato rimangano attestati su livelli molto ridotti.

Il persistere della sfavorevole congiuntura economica ha continuato a produrre i suoi effetti sulla situazione finanziaria di famiglie e imprese, determinando la necessità di effettuare rigorosi e adeguati accantonamenti per i rischi creditizi: le rettifiche nette su crediti, pari a 122,8 milioni di euro, sono aumentate di 15,1 milioni di euro a/a e determinano un conseguente costo del credito pari al 2,32% dei crediti netti verso clientela (2,15% al 31 dicembre 2013).

A seguito di tali rettifiche, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 49,35% (in significativo aumento rispetto al dato del 31/12/2013 che era pari al 42,26%), livello sensibilmente superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative.

In particolare, i crediti in sofferenza al netto delle rettifiche di valore incidono sul totale dei crediti per il 4,52% (valore inferiore alla media del sistema) ed il loro livello di  copertura risulta essere pari al 59,69% (59,96% al 31 dicembre 2013).

Il margine di intermediazione netto si attesta a 207,8 milioni di euro, con un incremento di 18,7 milioni di euro (+9,89%) rispetto al corrispondente dato 2013, sebbene quest’ultimo fosse positivamente influenzato – per 34,1 milioni di euro – dalla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia.

Le commissioni nette ammontano a 59,6 milioni di euro (-1,12%), risultando in calo nella componente relativa alle operazioni creditizie ma in incremento sugli aggregati relativi alla gestione ed intermediazione finanziaria ed ai servizi di incasso e pagamento.

I dividendi su partecipazioni sono pari a 7,1 milioni di euro e sono prevalentemente riconducibili alla controllata Biverbanca S.p.A. ed alla partecipazione detenuta in Banca d’Italia.

Le spese per il personale salgono del 15,9% principalmente per effetto dell’accantonamento al Fondo Solidarietà, associato alla manovra organizzativa già richiamata nel commento relativo ai dati consolidati, che ha inciso negativamente per 8,7 milioni di euro. Al netto di tale impatto, le spese per il personale presenterebbero una crescita a/a pari al 3,93%.

Le altre spese amministrative presentano un incremento di 1,5 milioni di euro (+3,69%) rispetto al all’esercizio precedente.

Gli accantonamenti per imposte dirette sono aumentati di 35,4 milioni di euro, risentendo dell’impatto negativo non ricorrente (8,9 milioni di euro) riferito all’incremento della tassazione sulla nuova valutazione 2013 delle quote Banca d’Italia. Di conseguenza il tax rate complessivo è pari al 47,5%.

Il Cost/Income, principale indicatore dell’efficienza industriale, rimane attestato su livelli di eccellenza scendendo al 39,67% (se calcolato al netto dell’accantonamento al Fondo Solidarietà sarebbe pari al 37,05%) a fonte di un valore di fine 2013 pari al 39,96% che, al netto del beneficio legato nuova valutazione delle quote Banca d’Italia, salirebbe al 46,55%.

Il Patrimonio di Vigilanza individuale, determinato sulla base dell’utile netto 2014, ammonta a 840,6 milioni di euro; il CET 1 Ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, risulta conseguentemente pari al 13,88% mentre il Total Capital Ratio si attesta al 17,84%.

L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto al netto delle attività immateriali (denominatore) è pari a 15,35, in lieve incremento (+0,36) rispetto al livello di fine 2013.

Per quanto riguarda la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. il Consiglio di Amministrazione, ai fini della determinazione del Patrimonio di Vigilanza, ha deliberato di proporre all’Assemblea la distribuzione di un dividendo di € 0,40 per azione, pari a quello dell’esercizio precedente e corrispondente ad un payout del 46%.

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