Approvato il bilancio consolidato del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti e il bilancio individuale della capogruppo

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., nella seduta di giovedì 27 marzo, ha approvato il progetto di Bilancio Individuale ed il Bilancio Consolidato 2013, che saranno sottoposti all’Assemblea convocata per il 29 aprile prossimo al Teatro Alfieri di Asti.

RISULTATI CONSOLIDATI DEL GRUPPO CASSA DI RISPARMIO DI ASTI AL 31/12/2013

Raccolta diretta: 9.250 milioni di Euro (+ 7,02% a/a)
Raccolta indiretta: 5.684 milioni di Euro (+ 1,38% a/a)
Raccolta globale: 14.934 milioni di Euro (+ 4,80% a/a)
Crediti a clientela: 6.953 milioni di Euro (- 4,26% a/a)
Utile netto di periodo: 197,2 milioni di Euro
Utile netto senza il beneficio relativo alle quote Banca d’Italia: 33,8 milioni di Euro
ROE: 32,03% – senza beneficio quote Banca d’Italia: 5,49%
Cost income: 35,99% – senza beneficio quote Banca d’Italia: 55,70%
Core Tier 1 (Basilea 2): 8,41% (7,13% al 31/12/2012)
Indice di leva finanziaria: 17,14 (21,07 al 31/12/2012)

L’utile netto realizzato dal Gruppo Cassa di Risparmio di Asti nel corso del 2013 ammonta a 197,2 milioni di euro.
La voce include il beneficio economico conseguente alla valutazione delle quote di partecipazione nel capitale della Banca d’Italia, in merito alla quale sono attualmente in corso approfondimenti da parte delle autorità competenti circa l’applicazione degli IAS/IFRS alla transazione; potrebbe pertanto emergere una differente interpretazione dei principi contabili rispetto a quella adottata, determinando, a parità di redditività complessiva, l’imputazione del beneficio da valutazione a patrimonio netto anziché in conto economico.
Senza considerare l’impatto di questo evento di carattere straordinario, l’utile netto di Gruppo si attesterebbe nel 2013 a circa 33,8 milioni.
Le attività finanziarie gestite per conto della clientela ammontano a 14,9 miliardi di euro (+ 4,80%); la raccolta diretta è pari a 9,2 miliardi di euro (+ 7,02%) e costituisce, all’interno dell’aggregato complessivo, la componente più significativa.
I crediti verso clientela si attestano, al lordo delle operazioni di cartolarizzazione realizzate dalla Capogruppo, a 7 miliardi di euro (- 4,26%).
Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti si è attestato a 195,9 milioni di euro, risultato raggiunto, malgrado il livello straordinariamente basso fatto registrare dai tassi di mercato, anche grazie all’apporto derivante dal rendimento dei titoli obbligazionari in portafoglio.
Al netto delle rettifiche di valore sui crediti, il margine di interesse ammonta a 71,8 milioni di euro.
La difficile congiuntura economica ha infatti continuato a pesare sulle condizioni finanziarie di famiglie e imprese, con il conseguente deterioramento della qualità dei crediti e la necessità di effettuare elevati accantonamenti, comportando rettifiche nette su crediti per 124,2 milioni di euro, pari all’1,79% dei crediti verso la clientela.
A seguito di tali accantonamenti, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 42,53% (in sensibile aumento rispetto al 38,43% dell’anno precedente), livello ben superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative.
In particolare, i crediti in sofferenza, che incidono al netto degli accantonamenti sul totale dei crediti per il 3,70%, presentano un livello di copertura del 59,98%, in crescita rispetto al 59,28% dell’anno precedente.
Il margine di intermediazione netto, che ricomprende gli effetti dell’operazione concernente le quote di partecipazione nel capitale della Banca d’Italia, è pari a 413,3 milioni di euro e le commissioni nette ammontano a 98,9 milioni di euro.
Il risultato netto delle attività e passività finanziarie, che include sia il risultato dell’operatività in strumenti finanziari che la valutazione delle passività finanziarie rilevate al fair value, è positivo per 234 milioni di euro; tale valore, al netto dell’impatto relativo alle quote Banca d’Italia, sarebbe pari a circa 43,8 milioni di euro.
Le commissioni nette del comparto della gestione ed intermediazione finanziaria, costituite sostanzialmente dalle commissioni percepite per la gestione ed amministrazione della raccolta indiretta nonché dalle commissioni percepite per la distribuzione di polizze assicurative, si sono attestate a 29,4 milioni di euro.
Tra le altre commissioni nette, i ricavi dei servizi di incasso e pagamento sono pari a 17 milioni di euro, mentre le commissioni percepite per la gestione dei conti correnti e dei depositi ammontano a 18,4 milioni di euro. Quelle relative ad altri servizi, pari a 31,1 milioni di euro, sono costituite sostanzialmente da commissioni relative ad operazioni creditizie.
I dividendi su partecipazioni percepiti dal Gruppo ammontano a 3,2 milioni di euro.
L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte è pari a 218,6 milioni di euro, di cui circa 190,2 milioni da iscrivere alle quote in Banca d’Italia.
I costi operativi ammontano a 193,4 milioni di euro: di questi il costo del personale, pari a 121,5 milioni di euro, rappresenta circa il 62,83% del totale.
La costante attenzione al governo dei costi per la gestione ordinaria ne ha permesso il contenimento, con una sensibile riduzione rispetto agli oneri sostenuti l’anno precedente.
Il cost/income, che corrisponde al rapporto tra costi operativi e margine lordo di intermediazione e pertanto è un significativo indicatore dell’efficienza operativa del Gruppo, per il 2013 è pari al 35,99% e beneficia dell’apporto reddituale derivante dalle quote partecipative in Banca d’Italia. Al netto di tale apporto straordinario il cost/income risulta pari al 55,70%, indice di elevata efficienza industriale.
Il patrimonio di vigilanza del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti si è attestato al 31/12/2013 a 564,9 milioni di euro e, conseguentemente, il core tier 1 ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, è pari all’ 8,41%, in sensibile aumento rispetto al 7,13% dell’anno precedente.
L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto tangibile (denominatore) è pari a livello di Gruppo a 17,14, in sensibile diminuzione rispetto al medesimo valore al 31/12/2012 che ammontava a 21,07.

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO BANCA C.R.ASTI S.P.A. AL 31/12/2013

Raccolta diretta: 6.526 milioni di Euro (+ 12,05% a/a)
Raccolta indiretta: 2.793 milioni di Euro (+ 8,98% a/a)
Raccolta globale: 9.320 milioni di Euro (+ 11,11% a/a)
Crediti a clientela: 5.015 milioni d Euro (- 1,87% a/a)
Utile netto di periodo: 69,8 milioni di Euro (+ 141,79% a/a)
Utile netto senza il beneficio relativo alle quote Banca d’Italia: 35,7 milioni di Euro (+ 23,58% a/a)
ROE: 13,15% – senza beneficio quote Banca d’Italia: 6,72% (6,13% nel 2012)
Cost income: 39,96% – senza beneficio quote Banca d’Italia: 46,55% (57,58% al 31/12/2012)
Core Tier 1 (Basilea 2): 16,52% (13,78% al 31/12/2012)
Indice di leva finanziaria: 14,99 (14,32 al 31/12/2012)

L’esercizio 2013 si è concluso positivamente per la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., che ha conseguito un utile netto pari a 69,8 milioni di euro, superiore alle aspettative di budget e in crescita di 40,9 milioni rispetto a quanto realizzato nell’esercizio precedente.
Come per il risultato consolidato, anche per l’individuale le risultanze reddituali sono state influenzate in maniera significativa dall’effetto della valutazione delle quote della partecipazione in Banca d’Italia
Al netto di tale componente non ricorrente l’utile netto ammonterebbe a 35,7 milioni di Euro in crescita di 6,8 milioni di Euro rispetto al medesimo dato riferito al 2012.
Le attività finanziarie gestite per conto della clientela della Banca ammontano a 9,3 miliardi di euro (+11,11%); la raccolta diretta, da sempre oggetto di particolare cura da parte della banca, si attesta a 6,5 miliardi di euro (+ 12,05%) e costituisce, all’interno dell’aggregato complessivo, la componente più significativa.
I crediti verso clientela ammontano a 5 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (- 1,87%), riflettendo così la debole congiuntura economica. La dinamica dell’aggregato, la cui riduzione percentuale è inferiore rispetto a quanto fatto registrare dalla media del sistema bancario (-3,87%, fonte ABI), conferma il ruolo responsabile della Banca in questa fase difficile dell’economia e testimonia la volontà di assicurare sostegno finanziario a imprese e famiglie meritevoli, nella convinzione che la ripresa si possa manifestare solo attraverso il motore dell’economia reale.
Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti si è attestato a 144,5 milioni di euro, in crescita dell’1,77% rispetto al dato riferito all’esercizio 2012; tale risultato è stato raggiunto, malgrado il livello straordinariamente basso fatto registrare dai tassi di mercato, anche grazie all’apporto derivante dal rendimento dei titoli obbligazionari del portafoglio di proprietà.
La difficile congiuntura economica ha continuato a pesare sulle condizioni finanziarie di famiglie e imprese, con il conseguente ulteriore deterioramento della qualità dei crediti e la necessità di effettuare elevati accantonamenti per rischi creditizi: le rettifiche nette su crediti, pari a 107,7 milioni di euro, sono aumentate di 62,3 milioni di euro e ammontano al 2,15% dei crediti verso clientela (0,89% nel 2012).
A seguito di tali rettifiche, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 42,26% (in sensibile aumento rispetto al dato del 31/12/2012 che era pari al 36,46%), livello superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative.
In particolare, i crediti in sofferenza al netto delle rettifiche di valore incidono sul totale dei crediti per il 3,57% ed il loro livello di  copertura risulta essere pari al 59,96% (59,29% al 31/12/2012).
Pertanto, al netto delle rettifiche di valore su crediti, il margine di interesse ammonta a 36,8 milioni di euro ed il margine di intermediazione netto aumenta, rispetto all’esercizio 2012, di 15,3 milioni di euro  (+ 8,82%) attestandosi a 189,1 milioni di euro.
Le commissioni nette ammontano a 60,3 milioni di euro (+ 10,19%), in aumento soprattutto per quanto riguarda quelle relative ad operazioni creditizie.
I dividendi su partecipazioni sono pari a 9,1 milioni di euro ed il sensibile aumento rispetto allo scorso esercizio è dovuto al dividendo corrisposto dalla controllata Biverbanca S.p.A.
Le spese per il personale, che rappresentano circa il 61% del totale, salgono dell’1,36% principalmente per effetto dell’adeguamento delle retribuzioni, secondo quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro.
La costante attenzione al governo dei costi per la gestione ordinaria ne ha permesso una sensibile diminuzione di 8,3 milioni, pari a -17,50% rispetto all’esercizio 2012, anno nel quale la Banca aveva sostenuto oneri straordinari quali le spese sostenute per l’acquisto della partecipazione azionaria di controllo in Biverbanca.
A fronte di un utile dell’operatività corrente che aumenta del 49,62% rispetto all’esercizio 2012, gli accantonamenti per imposte dirette sono diminuiti di 17,7 milioni di euro, a seguito della concomitanza di operazioni non ricorrenti, che hanno originato la diminuzione del carico fiscale come risultanza dell’applicazione di imposte sostitutive ed addizionali, contrapposte alla rilevazione della relativa fiscalità anticipata e differita.
Il Cost/Income, principale indicatore dell’efficienza aziendale, è sceso al 39,96% (era del 57,58% nel 2012), anche grazie all’apporto reddituale derivante dalle quote partecipative in Banca d’Italia; al netto di tale apporto non ricorrente l’indicatore di cost/income si attesterebbe a 46,55%, tra i migliori delle banche commerciali e indice di elevata efficienza industriale.
Il Patrimonio di Vigilanza individuale ammonta a 671,9 milioni di euro; il core tier 1 ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, è pari al 16,52% (rispetto al 13,78% del 31/12/2012) ed il total capital ratio si attesta al 18,68%.
L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto al netto delle attività immateriali (denominatore) è pari a 14,99, valore tra i più bassi del sistema.
Per quanto riguarda la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea la distribuzione di un dividendo di € 0,40 per azione, pari a quello dell’esercizio precedente e corrispondente ad un pay out del 50,27 % al netto del contributo economico relativo alle quote della Banca d’Italia.
Il dividendo complessivo si ragguaglia al numero delle azioni dopo l’aumento di capitale concluso nel marzo 2013 ed ammonta a 17,9. milioni di euro, in aumento di 3,2 milioni di euro per effetto dell’aumento del numero delle azioni.

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