Banca di Asti: Assemblea degli Azionisti. Bilancio in utile, dividendo per i soci, credito a famiglie e imprese, progetto di quotazione.

Assemblea degli Azionisti
Il tavolo dei relatori

Si è svolta oggi, 28 aprile presso il Teatro Alfieri di Asti, l’Assemblea degli Azionisti di Banca di Asti chiamata a esprimersi, tra l’altro, sul bilancio 2016, sulle politiche di remunerazione e sul progetto di ammissione a negoziazione delle azioni della Banca su un sistema multilaterale di negoziazione.

Il 2016 si è chiuso in maniera positiva per la banca astigiana e per le aziende del Gruppo: i numeri rappresentano una banca in buona salute, con elevati livelli di patrimonializzazione, in grado di raggiugere gli obiettivi economici prefissati, di produrre utili e di pagare il dividendo ai propri soci.

Nell’illustrare il bilancio 2016 il presidente Aldo Pia ha evidenziato come, in un contesto in cui i buoni risultati non sono affatto scontati, Banca di Asti abbia conseguito, nonostante una sensibile riduzione del costo del denaro,  un utile netto pari a 19,5 milioni di euro, che salgono a 28 milioni se si escludono i contributi e gli oneri versati a sostegno dell’intero sistema bancario.

Gli indici di patrimonializzazione permangono ampiamente superiori a quanto richiesto dagli organi di vigilanza: CET 1 Ratio: 16,84% (requisito regolamentare: 5,1%); Total Capital Ratio: 20,60% (requisito regolamentare: 8,6%). Anche a livello consolidato, sebbene in misura più contenuta, i coefficienti sono al di sopra dei requisiti minimi richiesti: CET 1 Ratio 12,9% (requisito regolamentare 7%), Total Capital Ratio 15,8% (requisito regolamentare 10,5%).

L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2016 e la distribuzione del dividendo: agli azionisti saranno riconosciuti € 0,17 per ogni azione, per complessivi 10,2 milioni di euro distribuiti.

Ma come è cambiata Cassa di Risparmio di Asti nel corso del tempo?

Per analizzare il percorso di crescita dell’istituto bancario, abbiamo preso in esame gli ultimi 10 anni, dal 2006 al 2016: occorre precisare che l’evoluzione è stata caratterizzata dall’acquisizione di Biver Banca nel 2012 e di Pitagora nel 2015. Pertanto i dati analizzati si riferiscono a Banca Cassa di Risparmio di Asti fino al 2012 e al Gruppo Cassa di Risparmio di Asti a partire dall’1/1/2013.

Alla fine del 2006  la Banca era presente con 113 punti di presenza sul territorio che sono diventati 325 a fine 2016, includendo sportelli bancari e agenzie Pitagora, diffuse su tutto il territorio nazionale.

Nel 2006 gli sportelli bancari di Cassa di Risparmio di Asti erano in 2 regioni –  Piemonte e Lombardia – e 5 province – Asti, Alessandria, Torino, Cuneo, Milano: a fine 2016 gli sportelli bancari sono presenti in 4 regioni – si aggiungono Valle d’Aosta e Liguria – e in 13 province – oltre alle 5 tradizionali si aggiungono Biella, Vercelli, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Monza-Brianza, Pavia, Aosta, Genova.

La quota di mercato in Piemonte di Banca di Asti per i finanziamenti alle imprese e alle famiglie è passata dal 3,13% del 2006 al 6,13% del 2016, quella relativa ai depositi affidati alla banca astigiana è passata dal 2,32% al 5,34%. Nello specifico, il totale del credito a famiglie e imprese è passato da 3.158 milioni di euro a 6.901 milioni di euro con un incremento del 119% e il totale della raccolta diretta da clientela è passato da 5.720 milioni di euro a 13.651 milioni di euro con un  +139%.

Negli ultimi 10 esercizi, dal 2007 al 2016 (dal 2007 al 2012 con riferimento a Banca di Asti e dal 2013 al 2016 a livello consolidato di Gruppo) la somma degli utili netti conseguiti è pari 515,8 milioni di euro, inclusa la rivalutazione delle quote Bankitalia e la relativa tassazione.

La somma dei dividendi distribuiti agli azionisti dalle aziende del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti tra il 2006 e il 2016 è pari a 162 milioni di euro.

Il numero dei clienti che hanno dato fiducia a Banca di Asti e alle aziende del Gruppo nel periodo 2006-2016 sono passati da 166.882 a 455.656 (+ 173%).

Il gruppo bancario oggi dà lavoro a 1.872 persone: nel 2006 erano 865. Il piano di assunzioni degli ultimi anni ha portato all’ingresso di numerosi giovani che hanno dato  nuovo impulso all’innovazione e alla crescita delle aziende del Gruppo bancario: ed è proprio sui giovani che l’istituto di credito conta per portare la banca nel futuro, con strumenti e servizi tecnologicamente avanzati.

L’assemblea ordinaria ha, infine, approvato il progetto di ammissione a negoziazione delle azioni della Banca su un sistema multilaterale di negoziazione (MTF) che la Banca intende realizzare alla luce dell’impianto normativo MiFID 2 / MiFIR di prossima entrata in vigore e della sua potenziale idoneità a supportare la liquidità delle azioni. L’individuazione del sistema multilaterale di negoziazione e la tempistica del progetto saranno oggetto di valutazione nei prossimi mesi e di appositi comunicati stampa.