Gruppo Cassa di Risparmio di Asti utile netto consolidato 2016: 24,3 milioni di euro

Gruppo Cassa di Risparmio di Asti
Cassa di Risparmio di Asti – Sede Centrale

 

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., nella seduta di giovedì 9 febbraio, ha approvato le situazioni patrimoniali ed economiche individuale e consolidata.

Confermato il quadro di solidità dei fondamentali:

  • CET 1 ratio consolidato al 12,93% e Total Capital Ratio consolidato al 15,79%, tra i più elevati del sistema bancario e ampiamente superiori ai requisiti minimi regolamentari (vedi successiva tabella)
  • robusta situazione di liquidità, LCR pari al 166% e NSFR 165%
  • elevato coverage dei crediti deteriorati, superiore al 50%

Positiva dinamica degli impieghi economici a clientela (con un erogato complessivo di oltre 1,5 miliardi di euro) a conferma del costante sostegno a imprese e famiglie.

Marcata espansione delle masse di risparmio gestito (+373 milioni di euro a/a; +15%) a beneficio della quota ricorrente di ricavi commissionali.

Massa Fiduciaria oltre 16 miliardi di euro e Prodotto Bancario Lordo oltre 23 miliardi di euro.

Costi operativi delle banche del Gruppo sostanzialmente invariati.

Utile netto consolidato 2016 pari a 24,3 milioni di euro (35,4 milioni escludendo contributi e oneri relativi al sistema bancario[1]).

Nel corso del 2016 il Gruppo C.R. Asti è stato oggetto di ispezione generale da parte della Banca d’Italia. Tale accertamento ha fatto emergere risultanze che sono state rappresentate al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo il 19 gennaio u.s. e che, nell’ambito dello spettro valutativo adottato dall’Autorità di Vigilanza, si posizionano in area positiva.

[1] Contributi ordinari e straordinari al Fondo di Risoluzione, contributi al Fondo di Garanzia dei Depositi (FITD) e oneri riferiti alle rettifiche di valore operate in relazione al Fondo Atlante.

RISULTATI CONSOLIDATI DEL GRUPPO CASSA DI RISPARMIO DI ASTI AL 31/12/2016

CET 1 Ratio: 12,93% (12,81% al 31/12/2015)

Total Capital Ratio: 15,79% (15,79% al 31/12/2015)

Raccolta diretta: 10.441 milioni di Euro (+2,50% su 31/12/2015)

Raccolta gestita: 2.849 milioni di Euro (+15,05% su 31/12/2015)

Raccolta globale: 16.280 milioni di Euro (+0,37% su 31/12/2015)

Crediti netti a clientela: 6.901 milioni di Euro (+1,56% su 31/12/2015), interamente rappresentati da impieghi economici

Utile netto: 24,26 milioni di Euro (-28,81% su 2015); 35,5 milioni di Euro escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario

ROE: 2,46% (3,60% escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario)

Cost income: 59,57% escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario

Indice di leva finanziaria: 14,76

Indici della posizione di liquidità sensibilmente superiori ai livelli regolamentari: LCR (Liquidity Coverage Ratio) 166% – NSFR (Net Stable Funding Ratio) 165%

Coverage ratio sofferenze: 60,47% (60,11% al 31/12/2015)

Coverage ratio totale crediti deteriorati: 50,08% (50,73% al 31/12/2015)

Le risultanze per l’esercizio 2016 confermano un quadro di elevata solidità in termini di Ratios patrimoniali sia individuali che consolidati, ampiamente superiori ai limiti minimi regolamentari stabiliti per il Gruppo C.R. Asti dall’Autorità di Vigilanza nell’ambito del processo SREP [2], con un ampio cuscinetto di surplus patrimoniale (tra i più elevati del sistema).

RIEPILOGO COEFFICIENTI PATRIMONIALI AL 31/12/2016
Coefficienti patrimoniali CET 1 TIER 1 Total Capital
CR Asti 16,84% 16,84% 20,60%
Biverbanca 20,85% 20,85% 20,85%
Pitagora 14,92% 14,92% 14,92%
GRUPPO C.R. ASTI 12,93% 12,94% 15,79%
SREP 7,00% 8,50% 10,50%
Surplus Patrimoniale +593 pb +444 pb +529 pb
€ 409 mln € 306 mln € 365 mln

L’utile netto realizzato dal Gruppo Cassa di Risparmio di Asti nel corso del 2016 ammonta a 24,3 milioni di euro, in linea con quanto pianificato, a fronte di un corrispondente dato del 2015 pari a 34,1 milioni di euro, che aveva beneficiato di un maggiore contributo da proventi finanziari. Tale risultato è composto da 19,7 milioni di euro di utili pertinenza della Capogruppo e da 4,6 milioni di euro di utili di pertinenza di terzi.

Le attività gestite per conto della clientela ammontano a 16,3 miliardi di euro (+0,37% su 31/12/2015); la raccolta diretta è pari a 10,4 miliardi di euro (+2,50% su 31/12/2015) e rimane, all’interno dell’aggregato complessivo, la componente più significativa, mentre la raccolta indiretta si attesta a 5,8 miliardi di euro (-3,22% su 31/12/2015).

La quota retail della raccolta diretta registra un leggero aumento (+0,59%) rispetto al 31 dicembre 2015, mentre il risparmio gestito si presenta in deciso incremento (+15,05% su 31/12/2015) a 2,85 miliardi di euro.

I crediti netti verso clientela si attestano, al lordo delle operazioni di cartolarizzazione realizzate dalla Capogruppo, a 6,9 miliardi di euro (+1,56% su 31/12/2015) e confermano la volontà e la capacità di sostenere famiglie e imprese in questa prolungata e sfavorevole fase del ciclo economico, con erogazioni complessive di oltre 1,5 miliardi di euro.

Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti ammonta a 170,7 milioni di euro, in incremento di 8 milioni di euro rispetto al 2015 (+4,91%)

Le rettifiche nette su crediti effettuate nell’anno ammontano a 93,6 milioni (94,7 milioni nell’analogo periodo del 2015, pari a -1,18%) determinando un costo del credito (al netto degli utili da cessione) annualizzato pari all’1,37% degli impieghi netti verso la clientela, sostanzialmente in linea con il dato di 1,40% rilevato nel 2015.

Conseguentemente a tali accantonamenti, a conferma dei rigorosi criteri di valutazione adottati per la stima delle perdite attese, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 50,08% (50,73% a fine anno precedente), sensibilmente superiore alla media del settore creditizio[3].

In particolare, i crediti in sofferenza – che al netto degli accantonamenti incidono sul totale dei crediti per il 6,69% – presentano un livello di copertura del 60,47%, in leggero incremento rispetto al 60,11% registrato al 31 dicembre 2015.

Il margine di intermediazione netto è pari a 269,5 milioni di euro e include:

  • le commissioni nette, che raggiungono i 110,7 milioni di euro e si presentano in significativo incremento (+9,99%) rispetto al 2015 (100,65 milioni di euro); tale dinamica beneficia anche dell’apporto della controllata Pitagora, le cui risultanze economiche per il 2016 sono state interamente incluse nel perimetro di consolidamento, mentre per l’esercizio 2015 ciò è avvenuto solo con decorrenza 1° ottobre;
  • il risultato netto delle attività e passività finanziarie, che comprende sia il risultato dell’operatività in strumenti finanziari sia la valutazione delle passività finanziarie rilevate al fair value, positivo per 35,7 milioni di euro a fronte di un ammontare pari a 68,8 milioni di euro registrato nel 2015.

I dividendi su partecipazioni percepiti dal Gruppo assommano a 16,1 milioni di euro e sono in prevalenza riferiti alle partecipazioni detenute dalle Banche del Gruppo in Banca d’Italia e in Cedacri.

I costi operativi ammontano a 232,4 milioni di euro: di questi il costo del personale è pari a 125,7 milioni di euro e, se considerato al netto della quota relativa a Pitagora (non confrontabile a/a), si presenta in riduzione (-0,96% a/a) rispetto al corrispondente dato del 2015.

La componente riconducibile alle altre spese amministrative, pari a 65,97 milioni di euro – considerate al netto della componente riferito a Pitagora (non confrontabile a/a) e dei contributi e oneri riferiti al sistema bancario – risulta invece sostanzialmente stabile (+354 mila euro a/a; +0,54%).

Il cost/income, che corrisponde al rapporto tra costi operativi e margine lordo di intermediazione, per il 2016 si attesta al 63,87% (59,57% al netto dei contributi e degli oneri riferibili al sistema bancario) e conferma la buona efficienza operativa del Gruppo in un contesto estremamente difficile.

I Fondi Propri del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, comprensivi della quota di utile al netto della proposta di dividendo, ammontano al 31 dicembre 2016 a 1.089 milioni di euro e, conseguentemente, il CET 1 Ratio, indicatore di solidità e solvibilità basato sul patrimonio di qualità primaria, è pari al 12,93%, in lieve crescita rispetto al valore di bilancio 2015 (12,81%).  Il Total Capital Ratio al 31 dicembre 2016 è invece pari al 15,79%, invariato rispetto al dato relativo al 31 dicembre 2015.

L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto tangibile (denominatore) è pari a livello di Gruppo a 14,8 in leggero incremento rispetto al livello registrato al 31 dicembre 2015 (che ammontava a 13,4) ma comunque su livelli contenuti.

[2] In data 24 novembre 2015 Banca d’Italia ha comunicato alla Capogruppo il provvedimento assunto con riferimento ai valori dei requisiti minimi di capitale da rispettare a livello consolidato in relazione al periodico processo di revisione prudenziale (SREP) condotto sul Gruppo C.R. Asti.

[3] Rif. rilevazioni ABI e altre fonti informative specialistiche

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO BANCA C.R.ASTI S.P.A. AL 31/12/2016

CET 1 Ratio: 16,84% (17,24% al 31/12/2015)

Total Capital Ratio: 20,60% (21,42% al 31/12/2015)

Raccolta diretta: 7.564 milioni di Euro (+3,28% su 31/12/2015)

Raccolta gestita: 1.501 milioni di Euro (+17,96% su 31/12/2015)

Raccolta globale: 10.686 milioni di Euro (+0,75% su 31/12/2015)

Crediti netti a clientela: 5.160 milioni di Euro (+4,05% su 31/12/2015), interamente rappresentati da impieghi economici

Utile netto: 19,5 milioni di Euro (28 milioni di Euro escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario)

ROE: 2,50% (3,58% escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario)

Cost income: 53,04% escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario

Indice di leva finanziaria: 12,58

Coverage ratio sofferenze: 60,25% (60,27% al 31/12/2015)

Coverage ratio totale crediti deteriorati: 50,22% (51,67% al 31/12/2015)

L’esercizio 2016 si è positivamente concluso per la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., che ha conseguito un utile netto pari a 19,5 milioni di euro, sensibilmente superiore all’obiettivo di budget dopo aver spesato contributi e oneri relativi al sistema bancario pari a 12,5 milioni di euro lordi, al netto dei quali l’utile netto ammonterebbe a 28 milioni di euro.

Le attività finanziarie gestite per conto della clientela ammontano a 10,7 miliardi di euro (+0,75% su 31/12/2015); la raccolta diretta si attesta a 7,6 miliardi di euro (+3,28% su 31/12/2015) e si conferma pertanto la componente più significativa dell’aggregato complessivo, mentre raccolta indiretta ammonta a 3,1 miliardi di euro (-4,91% su 31/12/2015).

Lo stock di raccolta diretta riferita alla clientela retail registra un lieve aumento (+0,62%) rispetto al 31 dicembre 2015, mentre si registra una considerevole crescita del risparmio gestito che si attesta a 1,5 miliardi di euro (+17,96%) che, nell’ambito della raccolta indiretta, rappresenta la componente più remunerativa.

I crediti netti verso clientela ammontano a 5,2 miliardi di euro, in sensibile aumento rispetto a fine anno precedente (+4,05%). Nell’andamento dell’aggregato, interamente rappresentato da impieghi economici, trova conferma la politica di sostegno finanziario che la Banca continua a perseguire nei confronti di imprese e famiglie.

Il margine di interesse, al lordo delle rettifiche di valore su crediti, si è attestato a 126,4 milioni di euro, in aumento del 4,20% rispetto al dato riferito al 31 dicembre 2015.

Le rettifiche nette su crediti, pari a 76,9 milioni di euro, sono aumentate di 7 milioni di euro a/a (+10,05%) e determinano un conseguente costo del credito annualizzato pari all’1,49% dei crediti netti verso clientela che risulta in lieve incremento rispetto all’1,41% rilevato al 31 dicembre 2015,  in linea con politiche di accantonamento che rimangono improntate al massimo rigore.

A seguito di tali rettifiche, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 50,22% (a fronte di un dato riferito al 31/12/2015 pari al 51,67%), livello che rimane significativamente superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative.

In particolare, i crediti in sofferenza al netto delle rettifiche di valore incidono sul totale dei crediti per il 6,66% ed il loro livello di copertura risulta essere pari al 60,25%, sostanzialmente invariato rispetto al 31 dicembre 2015.

Il margine di intermediazione netto, che rispetto all’esercizio 2015 ha beneficiato di un minore apporto dei profitti finanziari, si attesta a 156 milioni di euro (165,1 milioni di euro al 31 dicembre 2015, -5,52%).

Le commissioni nette ammontano a 64,6 milioni di euro, con un aumento rispetto al 31 dicembre 2015 del 4,29% in prevalenza ascrivibile allo sviluppo del risparmio gestito.

I dividendi su partecipazioni, pari a 12,8 milioni di euro, sono quasi interamente riconducibili alle controllate Biverbanca e Pitagora e alle partecipazioni detenute in Banca d’Italia e in Cedacri.

Le spese per il personale, pari a 74,7 milioni di euro, risultano sostanzialmente stabili (+0,19%) rispetto al 31 dicembre 2015 e confermano la grande attenzione della Banca nei confronti di un efficiente utilizzo del personale, che rappresenta la più importante risorsa e voce di costo per le aziende bancarie.

Le altre spese amministrative, depurate dall’impatto dei contributi al Fondo di Risoluzione Nazionale e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per complessivi 10,2 milioni di euro, ammontano a 43,3 milioni di euro e registrano un lieve incremento (+2,21%) rispetto all’esercizio 2015.

A fronte di un utile dell’operatività corrente di 20,2 milioni di euro gli accantonamenti per imposte dirette sono diminuiti di 8 milioni di euro rispetto al dato del corrispondente periodo dell’anno scorso.

Il Cost/Income, principale indicatore dell’efficienza industriale, si attesta su livelli di eccellenza pari al 57,94% (55,89% rilevato al 31 dicembre 2015) e, al netto dei contributi e degli oneri riferiti al sistema bancario, scende al 53,04% confermando C.R. Asti tra le banche più efficienti del sistema creditizio nazionale.

I Fondi Propri individuali, che comprendono l’apporto riconducibile all’utile netto per la quota non proposta per la distribuzione agli azionisti, ammontano a 1.030 milioni di euro. Il CET 1 Ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, è conseguentemente pari al 16,84% a fronte di un valore di fine 2015 che si attestava al 17,24%. Il Total Capital Ratio al 31 dicembre 2016 è invece pari al 20,60% contro un valore al 31 dicembre 2015 pari al 21,42%.

L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto al netto delle attività immateriali (denominatore) è pari a 12,58, in aumento di 1,29 punti percentuali rispetto al livello di fine 2015.

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti spa, ai fini della determinazione del Patrimonio di Vigilanza, ha deliberato di prevedere nel progetto di bilancio (da sottoporre all’Assemblea dei Soci) la distribuzione di un dividendo di € 0,17 per azione, corrispondente ad un monte dividendi di 10,2 milioni di euro.

E’ confermata la capacità della Banca di ricambiare la fiducia che riceve continuando a generare valore per tutti gli stakeholders, pur in un contesto economico e finanziario particolarmente sfavorevole per il settore del credito, e di conciliare l’esigenza di rafforzamento patrimoniale (sempre necessario) con il riconoscimento di una remunerazione agli azionisti, che nel tempo non è mai venuta meno.

PRINCIPALI RISULTATI DELLA CONTROLLATA BIVERBANCA S.P.A. AL 31/12/2016

CET 1 Ratio: 20,85% (18,38% al 31/12/2015)

Total Capital Ratio: 20,85% (18,38% al 31/12/2015)

Raccolta diretta: 2.884 milioni di Euro (+0,26% su 31/12/2015)

Raccolta gestita: 1.327 milioni di Euro (+10,27% su 31/12/2015)

Raccolta globale: 5.570 milioni di Euro (-1,00% su 31/12/2015)

Impieghi economici a clientela: 1.677 milioni di Euro (-5,67% su 31/12/2015)

Utile netto: 11,1 milioni di Euro (13,9 milioni di Euro escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario)

ROE: 2,96% (3,70% escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario)

Cost income: 66,70% escludendo i contributi e gli oneri sostenuti per il sistema bancario

Indice di leva finanziaria: 11,03

Coverage ratio sofferenze: 61,42% (61,67% al 31/12/2015)

Coverage ratio totale crediti deteriorati: 51,28% (50,36% al 31/12/2015)

 

PRINCIPALI RISULTATI DELLA CONTROLLATA PITAGORA S.P.A. AL 31/12/2016

CET 1 Ratio: 14,92% (10,47% al 31/12/2015)

Total Capital Ratio: 14,92% (10,47% al 31/12/2015)

Volume di finanziamenti erogati: 390 milioni di Euro (+11% a/a)

Utile netto: 9,3 milioni di Euro (+61,35% a/a)

ROE: 18,4%