Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, utile netto consolidato 2017: 32,8 milioni di euro

Gruppo Cassa di Risparmio di Asti

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., nella seduta di giovedì 8 febbraio, ha approvato le situazioni patrimoniali ed economiche individuale e consolidata.

Confermati i solidi fondamentali:

  • CET 1 ratio consolidato al 12,15% e Total Capital Ratio consolidato al 14,84%, ampiamente superiori ai requisiti minimi regolamentari (vedi successiva tabella)
  • robusta situazione di liquidità, LCR pari al 195% e NSFR gestionale al 144%
  • elevato coverage dei crediti deteriorati, superiore al 50% a livello consolidato.

Massa Fiduciaria del Gruppo pari a 15 miliardi di euro e Prodotto Bancario Lordo oltre 22 miliardi di euro. Ulteriore rilevante espansione delle masse di risparmio gestito (+453 milioni di euro rispetto al 31/12/2016; +16,02%) e conseguente incremento della quota ricorrente di ricavi da servizi quale positivo risultato delle iniziative di sviluppo intraprese e dei relativi investimenti.

Positiva dinamica degli impieghi economici a clientela (+4,02% rispetto a fine 2016) che riflette il costante impegno nel supportare imprese e famiglie anche tramite l’attività creditizia.

Marcata contrazione del costo del rischio, con rettifiche nette su crediti in diminuzione a/a del 48,73%. Stock di crediti in Sofferenza e di Inadempienze Probabili in riduzione sia in termini assoluti che di incidenza sugli impieghi, pur in sostanziale assenza di operazioni di cessione. Significativa riduzione, pari a -58% a/a, sia dei flussi di ingresso a sofferenze sia del tasso di decadimento.

Utile netto consolidato a 32,8 milioni di euro (+35,31% rispetto a fine 2016) – superiore agli obiettivi nonostante i costi straordinari connessi all’attivazione del “Fondo Esuberi” e l’ulteriore svalutazione del Fondo Atlante – che sale a 47,3 milioni (+33,21% a/a) escludendo i contributi e gli oneri relativi al sistema bancario[1] e gli accantonamenti per il Fondo Esuberi.

 

RISULTATI CONSOLIDATI DEL GRUPPO CASSA DI RISPARMIO DI ASTI AL 31/12/2017

Raccolta diretta: 8.734 milioni di Euro (-16,35% su 31/12/2016), di cui da clientela 7.925 milioni di Euro (+0,89% su 31/12/2016)

Raccolta gestita: 3.281 milioni di Euro (+16,02% su 31/12/2016)

Raccolta globale: 14.960 milioni di Euro (-7,87% su 31/12/2016), di cui da clientela 14.151 milioni di euro (+3,66% su 31/12/2016)

Crediti netti a clientela: 7.179 milioni di Euro (+4,02% su 31/12/2016), interamente rappresentati da impieghi economici

Utile netto: 32,8 milioni di Euro (+35,31% su 31/12/2016); 47,3 milioni di Euro (+33,21% su 31/12/2016) escludendo i contributi e gli oneri relativi al sistema bancario e i costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi

ROE: 3,47%  (2,46% al 31/12/2016), corrispondente al 5% (3,60% al 31/12/2016) se si escludono i contributi e gli oneri relativi al sistema bancario e i costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi

Cost income: 73,47% escludendo i contributi e gli oneri relativi al sistema bancario e i costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi

CET 1 Ratio: 12,15% (12,93% al 31/12/2016)

Total Capital Ratio: 14,84% (15,79% al 31/12/2016)

Indice di leva finanziaria: 12,67 (14,76 al 31/12/2016)

Indici della posizione di liquidità sensibilmente superiori ai livelli regolamentari: LCR (Liquidity Coverage Ratio) 195% – NSFR (Net Stable Funding Ratio) gestionale 144%

Coverage ratio sofferenze: 61,63% (60,47% al 31/12/2016)

Coverage ratio totale crediti deteriorati: 51,52% (50,08% al 31/12/2016)

Le risultanze del 2017 confermano un quadro di elevata solidità in termini di Ratios patrimoniali, sia individuali che consolidati, ampiamente superiori ai limiti minimi regolamentari stabiliti per il Gruppo C.R. Asti dall’Autorità di Vigilanza nell’ambito del processo SREP [2], con un ampio margine di sicurezza in termini di surplus patrimoniale (tra i più elevati del sistema).

RIEPILOGO COEFFICIENTI PATRIMONIALI AL 31 DICEMBRE 2017
Coefficienti patrimoniali CET 1 TIER 1 Total Capital
CR Asti 15,72% 15,72% 19,11%
Biverbanca 19,40% 19,40% 19,40%
Pitagora 27,33% 27,33% 27,33%
GRUPPO C.R. ASTI 12,15% 12,19% 14,84%
SREP (Overall Capital Requirement) 6,15% 7,80% 10,00%
Surplus Patrimoniale +600 pb +439 pb +484 pb
€ 438 mln € 320 mln € 353 mln

 

L’esercizio 2017 si è concluso in modo molto soddisfacente per il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti. L’utile netto realizzato ammonta a 32,8 milioni di euro, in marcato incremento (+35,31%) rispetto al corrispondente dato del 2016 pari a 24,3 milioni di euro.

Al netto della componente istituzionale, le  attività finanziarie gestite ammontano a 14,7 miliardi di euro (+3,53% su 31/12/2016) mentre la quota retail della raccolta diretta, pari a 7.925 milioni di euro, registra un incremento a/a pari allo 0,89%. La raccolta indiretta si attesta a 6.226 milioni di euro (+7,42% su 31/12/2016), di cui 3.281 milioni di euro sono rappresentati dalla componente di risparmio gestito, che ha registrato un rilevante incremento (+16,02%) rispetto al 31 dicembre 2016.

Includendo anche la raccolta istituzionale, le attività finanziare gestite ammontano complessivamente a circa 15 miliardi di euro.

I crediti netti verso clientela, interamente rappresentati da impieghi economici, si attestano, al lordo delle operazioni di cartolarizzazione realizzate dalla Capogruppo, a 7.179 milioni di euro (+4,02% su 31/12/2016) e confermano la politica del Gruppo nel fornire sostegno concreto allo sviluppo dell’economia reale.

Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti ammonta a 174 milioni di euro, in crescita di 3,3 milioni di euro rispetto al 2016 (+1,94%).

Le rettifiche nette su crediti effettuate nel corso dell’anno ammontano a 47,98 milioni (93,6 milioni nel 2016, pari a -48,73%) e determinano un costo del credito pari allo 0,60% degli impieghi lordi verso la clientela (1,21% nel 2016) che riflette un progressivo e significativo miglioramento della qualità delle esposizioni creditizie, correlato anche agli incoraggianti segnali di ripresa che provengono dal sistema economico.

Conseguentemente a tali accantonamenti, a conferma del rigore che caratterizza i criteri di stima delle perdite attese, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 51,52% (50,08% a fine anno precedente) e rimane sensibilmente superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative.

In particolare, i crediti in sofferenza – che al netto degli accantonamenti incidono sul totale dei crediti per il 6,32% – presentano un livello di copertura pari al 61,63%, in aumento rispetto al 60,47% registrato al 31 dicembre 2016.

Il margine di intermediazione netto è pari a 292,7 milioni di euro e include:

  • le commissioni nette, che ammontano a 95,9 milioni di euro a fronte di un dato 2016 pari a 110,7 milioni di euro (-13,42%); tale variazione risente delle differenze a/a riscontrabili nella struttura dei ricavi riferiti alla controllata Pitagora connesse alle modifiche del pricing del prodotto CQS/CQP in aderenza al Protocollo di Autodisciplina del settore; limitando il perimetro di analisi alle banche commerciali del Gruppo, infatti, le commissioni nette presentano un significativo incremento a/a pari al 3,47%;
  • il risultato netto delle attività e passività finanziarie, che comprende sia il risultato dell’operatività in strumenti finanziari sia la valutazione delle passività finanziarie rilevate al fair value, positivo per 5,8 milioni di euro (comprensivo di proventi gestionali per 15,8 milioni e della svalutazione sia del Fondo Atlante, per un ammontare pari a 5,7 milioni di euro, sia dell’investimento acquisito a seguito del contributo allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, per un importo di 4,3 milioni di euro) a fronte di un valore pari a 35,7 milioni di euro registrato nel 2016.

I dividendi su partecipazioni percepiti dal Gruppo assommano a 16,6 milioni di euro e sono in prevalenza riferiti alle partecipazioni detenute dalle Banche del Gruppo in Banca d’Italia e in Cedacri Spa.

I costi operativi ammontano a 240,2 milioni di euro: di questi il costo del personale è pari a 134,7 milioni di euro e si presenta in aumento (+7,13% su 31/12/2016) rispetto al corrispondente dato del 2016. Al netto dell’accantonamento riferito al Fondo Esuberi, il costo del personale risulta pari a 130,4 milioni di euro (+3,71% a/a) e riflette le scelte strategiche del Gruppo sia in termini di sviluppo commerciale sia di investimento nel capitale umano, finalizzate a perseguire efficacemente i propri obiettivi di medio-lungo termine.

La componente riconducibile alle altre spese amministrative, pari a 84,3 milioni di euro – considerate escludendo i contributi ai Fondi di Risoluzione Nazionale, SRF e DGS (pari a 6,2 milioni di euro) – ha registrato un incremento di circa 6 milioni di euro (+7,73%) in prevalenza connesso all’incremento dei volumi operativi e ai costi riferibili alle operazioni di cartolarizzazione finalizzate a consolidare il profilo di liquidità del Gruppo.

Il cost/income, che corrisponde al rapporto tra costi operativi e margine lordo di intermediazione, per il 2017 è pari al 79,37%. Il suo valore gestionale, ossia ricalcolato escludendo gli oneri a sostegno del sistema bancario e il costo straordinario riferito al Fondo Esuberi, si attesta al 73,47% in crescita rispetto al 64,10% del 2016 per il combinato effetto del calo dei profitti finanziari e dei costi associati alle citate strategie di sviluppo.

L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto tangibile (denominatore) è pari a livello di Gruppo a 12,67 e risulta in sensibile decremento rispetto al livello registrato al 31 dicembre 2016, che ammontava a 14,76.I Fondi Propri del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, comprensivi dell’apporto riconducibile all’utile di periodo al netto dell’ipotesi di distribuzione dei dividendi, ammontano al 31 dicembre 2017 a 1.082 milioni di euro e, conseguentemente, il CET 1 Ratio, indicatore di solidità e solvibilità basato sul patrimonio di qualità primaria, è pari all’12,15%. Il Total Capital Ratio al 31 dicembre 2017 si attesta invece al 14,84%.

 

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO BANCA C.R.ASTI S.P.A. AL 31/12/2017

Raccolta diretta: 5.782 milioni di Euro (-23,56% su 31/12/2016), di cui da clientela 5.063 milioni di Euro (+1,60% su 31/12/2016)

Raccolta gestita: 1.869  milioni di Euro (+24,52% su 31/12/2016)

Raccolta globale: 9.340 milioni di Euro (-12,59% su 31/12/2016), di cui da clientela 8.621 milioni di euro (+6,37% su 31/12/2016)

Crediti netti a clientela: 5.464 milioni di Euro (+5,90% su 31/12/2016), interamente rappresentati da impieghi economici

Utile netto di periodo: 18,8 milioni di Euro (-3,68% a/a); 29,5 milioni di Euro (+5,34% a/a) escludendo i contributi e gli oneri relativi al sistema bancario e i costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi

ROE: 2,47% (invariato sul dato al 31/12/2016); corrispondente al 3,88% (3,58% al 31/12/2016) se si escludono i contributi e gli oneri relativi al sistema bancario e i costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi

Cost income: 62,81% escludendo contributi e oneri relativi al sistema bancario e i costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi

CET 1 Ratio: 15,72% (16,84% al 31/12/2016)

Total Capital Ratio: 19,11% (20,60% al 31/12/2016)

Indice di leva finanziaria: 11,09

Coverage ratio sofferenze: 61,43% (60,25% al 31/12/2016)

Coverage ratio totale crediti deteriorati: 51,88% (50,22% al 31/12/2016)

L’esercizio 2017 si è concluso in modo positivo per la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., che ha realizzato un utile netto di 18,8 milioni di euro. Escludendo contributi e oneri relativi al sistema bancario e costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi, il risultato netto risulta pari a 29,5 milioni (+5,34% rispetto al dato dell’esercizio 2016 ricalcolato con criteri omogenei).

Tralasciando la componente istituzionale, le attività finanziarie gestite ammontano a 9,1 miliardi di euro (+5,99% su 31/12/2016), di cui 5,6 miliardi di euro riferiti alla raccolta diretta da clientela retail, che presenta quindi un incremento a/a pari all’1,46%. La raccolta indiretta, che ammonta a 3.558 milioni di euro (+13,98% su 31/12/2016), comprende 1.869 milioni di euro di risparmio gestito, che ha quindi registrato un rilevante incremento (+24,52%) rispetto al 31 dicembre 2016.

A livello complessivo, le attività finanziarie intermediate si attestano su un valore pari a circa 9,3 miliardi di euro.

I crediti netti verso clientela raggiungono i 5.464 milioni di euro, in sensibile aumento rispetto a fine anno precedente (+5,90%). L’andamento dell’aggregato, interamente costituito da impieghi economici, testimonia il continuo supporto finanziario che la Banca, in virtù delle sue politiche creditizie, continua ad garantire a imprese e famiglie.

Il margine di interesse, al lordo delle rettifiche di valore su crediti, si è attestato a 128,7 milioni di euro, in aumento dell’1,84% rispetto al dato riferito al 31 dicembre 2016.

Le rettifiche nette su crediti, che ammontato a 39,3 milioni di euro, sono diminuite di 37,6 milioni di euro a/a (pari a ‑48,91%) e determinano un conseguente costo del credito pari allo 0,72% dei crediti netti verso clientela che, pur rimanendo in un quadro di rigorose politiche di accantonamento, si presenta in sensibile arretramento rispetto all’1,50% rilevato al 31 dicembre 2016.

A seguito di tali rettifiche, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 51,88% (a fronte di un dato riferito al 31/12/2016 pari al 50,22%), livello che rimane significativamente superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative. In particolare, al netto delle rettifiche di valore, l’incidenza dei crediti in sofferenza, sul totale dei crediti è pari al 6,32% ed il loro livello di  copertura risulta essere pari al 61,43%, in crescita rispetto al 31 dicembre 2016 pari al 60,25%.

Pertanto, al netto delle rettifiche di valore su crediti, il margine di interesse ammonta a 89,4 milioni di euro e si presenta in aumento, rispetto al 31 dicembre 2016, di 39,9 milioni di euro (+80,67%), mentre il margine di intermediazione netto – nonostante la svalutazione del Fondo Atlante e dell’investimento acquisito a seguito del contributo allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi  abbiano inciso negativamente per complessivi 8,3 milioni di euro – si attesta a 167,1 milioni di euro (156 milioni di euro al 31 dicembre 2016; +7,15%).

Le commissioni nette ammontano a 66,8 milioni di euro, con un significativo incremento (+3,40%) rispetto al 31 dicembre 2016, legato in prevalenza ai comparti del risparmio gestito e delle assicurazioni del ramo danni.

I dividendi su partecipazioni, pari a 13,4 milioni di euro, sono quasi interamente riconducibili alle partecipazioni detenute in Banca d’Italia e in Cedacri Spa e alle controllate Biverbanca e Pitagora.

Le spese per il personale, pari a 82,6 milioni di euro, risultano in aumento del 10,65% rispetto al dato al 31 dicembre 2016. Al netto dell’accantonamento riferito al Fondo Esuberi, tale voce scende a 80,2 milioni di euro e presenta un incremento a/a pari al 7,40%, ascrivibile in prevalenza alle scelte strategiche operate dal Gruppo in termini di sviluppo commerciale, di investimento nel capitale umano e di accentramento di funzioni delle controllate Biverbanca e Pitagora a scopo di ulteriore efficientamento a livello di Gruppo.

Le altre spese amministrative, depurate dall’impatto dei contributi al Fondo di Risoluzione Nazionale e al Fondo Interbancario dei Depositi per complessivi 4,4 milioni di euro, si incrementano del 9,66% rispetto all’esercizio precedente, in coerenza con lo stanziamento di budget, a fronte dell’aumento dei volumi operativi, dell’implementazione delle diverse progettualità commerciali e operative e dei costi riconducibili alle operazioni di cartolarizzazione.

Il Cost/Income, principale indicatore dell’efficienza industriale, si attesta al 68,64% (57,94% rilevato al 31 dicembre 2016) e – escludendo spese e oneri a sostegno del sistema bancario e il costo riferito all’attivazione del Fondo Esuberi – risulta pari al 62,81% confermando il buon grado di efficienza di Banca C.R. Asti tenuto conto degli oneri connessi alle strategie di sviluppo finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di medio-lungo termine.

I Fondi Propri individuali, comprensivi dell’apporto riconducibile all’utile di periodo al netto dell’ipotesi di distribuzione dei dividendi, ammontano a 1.016 milioni di euro. Il CET 1 Ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, è conseguentemente pari al 15,72%. Il Total Capital Ratio al 31 dicembre 2017 è invece pari al 19,11%.

L’indice di leva finanziaria è pari a 11,09, in diminuzione di 1,49 punti percentuali rispetto al livello di fine 2016.

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti, ai fini della determinazione del Patrimonio di Vigilanza, ha deliberato di prevedere nel progetto di bilancio (da sottoporre all’Assemblea dei Soci) la distribuzione di un dividendo pari a € 0,20 per azione, corrispondente ad un monte dividendi di circa 12 milioni di euro.

I risultati sopra illustrati comprovano ulteriormente la capacità della Banca – nonostante un quadro economico e finanziario che, sebbene in lieve miglioramento, non può ancora definirsi favorevole alla redditività delle aziende bancarie – di corrispondere alla fiducia ricevuta dagli stakeholders con un’adeguata generazione di valore, soprattutto in termini di ininterrotta remunerazione agli azionisti, senza intaccare i solidi fondamentali del Gruppo, con particolare riferimento a patrimonializzazione, liquidità e coverage dei crediti deteriorati.

 

PRINCIPALI RISULTATI DELLA CONTROLLATA BIVERBANCA S.P.A. AL 31/12/2017

Raccolta diretta: 2.998 milioni di Euro (+3,95% su 31/12/2016)

Raccolta gestita: 1.412  milioni di Euro (+6,42% su 31/12/2016)

Raccolta globale: 5.683 milioni di Euro (+2,01% su 31/12/2016)

Impieghi economici a clientela: 1.678 milioni di Euro (invariato su 31/12/2016)

Utile netto: 5,3 milioni di Euro (-5,9 milioni di Euro a/a)

ROE: 1,45% (2,96% al 31/12/2016) corrispondente al 2,15% (3,70% al 31/12/2016) se si escludono i contributi e gli oneri relativi al sistema bancario e i costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi

Cost income: 77,21% escludendo contributi e oneri relativi al sistema bancario e i costi straordinari connessi all’attivazione del Fondo Esuberi

CET 1 Ratio: 19,40% (20,85% al 31/12/2016)

Total Capital Ratio: 19,40% (20,85%% al 31/12/2016)

Indice di leva finanziaria: 10,07 (11,03 al 31/12/2016)

Coverage ratio sofferenze: 62,75% (61,42% al 31/12/2016)

Coverage ratio totale crediti deteriorati: 52,52% (51,28% al 31/12/2016)

 

PRINCIPALI RISULTATI DELLA CONTROLLATA PITAGORA S.P.A. AL 31/12/2017

Volume di finanziamenti erogati: 431 milioni di Euro (+10,4% a/a)

Utile netto: 10,9 milioni di Euro (+17,71% a/a)

ROE: 19,11% (18,4% al 31/12/2016)

Cost income: 47,70% (48,14% al 31/12/2016)

CET 1 Ratio: 27,33% (14,92% al 31/12/2016)

Total Capital Ratio: 27,33% (14,92% al 31/12/2016)

 

Diffuso tramite SDIR 1Info il 8.2.2018 alle ore 16.21

Allegati:


[1] Contributi al Fondo di Risoluzione, contributi al Fondo di Garanzia dei Depositi (FITD), oneri riferiti alle rettifiche di valore operate in relazione al Fondo Atlante e contributi allo Schema Volontario FITD.
[2] In data 13 giugno 2017 Banca d’Italia ha comunicato alla Capogruppo  il proprio provvedimento circa i valori dei requisiti minimi di capitale da rispettare a livello consolidato in relazione al periodico processo di revisione prudenziale (SREP) condotto sul Gruppo C.R. Asti.